
“Il Laboratorio”: L’arte dell’incisione come atto di resistenza culturale Un viaggio visionario nel documentario di Pasquale Napolitano
📅 Data proiezione: 28 marzo
📍 Luogo: Museo-FRaC Baronissi
Il Museo-FRaC di Baronissi è lieto di ospitare, il 28 marzo, un appuntamento imperdibile dedicato alla stampa d’arte e alla memoria del nostro territorio. Tra inchiostri, torchi e ricordi collettivi, la proiezione del film documentario Il Laboratorio (2024) ci porterà alla scoperta di una storica stamperia d’eccellenza campana.
Diretta da Pasquale Napolitano e scritta a quattro mani con Daniela Allocca, l’opera svela al pubblico un’esperienza culturale radicale, ripercorrendo la straordinaria parabola umana e artistica di Vittorio Avella e Antonio Sgambati.
Il ritorno alle origini e la nascita dell’eccellenza Il documentario prende le mosse da una scelta vitale e profondamente controcorrente: dopo una formativa esperienza a Parigi, Avella decide di tornare a Nola, la sua città natale. Qui, nel 1978, fonda Il Laboratorio di Nola. Quello che nasceva come un semplice spazio tecnico artigianale, si è trasformato ben presto in un punto di riferimento mondiale per la produzione di libri d’arte e d’artista.
Perché questa storia è un capitolo fondamentale per il nostro territorio?
- Oltre l’artigianato: La pellicola documenta perfettamente come un piccolo spazio lavorativo sia potuto diventare un vero e proprio avamposto di idee e di militanza estetica.
- Una comunità creativa: In 45 anni di ininterrotta attività, Il Laboratorio ha saputo mettere in connessione i più grandi nomi della poesia e delle arti visive, dimostrando che l’arte può (e deve) essere uno strumento di cittadinanza e di profonda condivisione.
- Uno sguardo contemporaneo: Per raccontare questa realtà, il regista adotta un linguaggio visivo ibrido e affascinante, che mescola sapientemente cinema-verità, film d’arte e pura sperimentazione narrativa.
- La forza della provincia: Il documentario è la prova tangibile che, anche partendo dalla provincia, è possibile influenzare i linguaggi della contemporaneità e fare una reale resistenza culturale.
Il Laboratorio è un’opera visiva priva di qualsiasi retorica nostalgica, capace di ricordarci un concetto potentissimo: la creazione artistica può trasformarsi in uno straordinario gesto collettivo.
Vi aspettiamo al FRaC per condividere insieme questa visione!
L’ingresso è libero.

Incontro con l’autore. “Indifesi sotto la notte”: la memoria come atto di resistenza Un viaggio lucido e necessario nel nuovo saggio di Luca Starita
📅 Data evento: 16 aprile
📍 Luogo: Museo-FRaC Baronissi, Galleria dei Frati
Il Museo-FRaC Baronissi vi invita ad a un appuntamento speciale dal vivo. Il 16 aprile avremo il piacere di ospitare lo scrittore Luca Starita per la presentazione del suo ultimo libro, “Indifesi sotto la notte. Narrazioni dell’Aids in Italia tra gli anni ’80 e ’90” (Minimum Fax), fresco di stampa nel gennaio 2026.
Il libro: un contro-archivio della memoria. Nel 1982 l’Italia registrava il primo caso di AIDS. Da quel momento, un’intera generazione si è dovuta scontrare non solo con un virus sconosciuto, ma con lo stigma sociale, la paura e l’isolamento. Con questo nuovo saggio, Starita ci consegna un’opera fondamentale. Non si tratta di una semplice ricostruzione storica, ma di un vero e proprio contro-archivio della memoria collettiva, strutturato su tre grandi direttrici:
- Oltre la cronaca: L’autore analizza come l’epidemia è stata raccontata nel nostro Paese, intrecciando abilmente letteratura, articoli di giornale, contro-narrazioni e commoventi testimonianze dirette.
- Il peso del silenzio: Il testo scatta una fotografia cruda di una società e di una politica spesso indifferenti, che hanno preferito voltare lo sguardo piuttosto che accogliere e curare le comunità marginalizzate.
- Il potere della parola: Attraverso le voci di autori simbolo di quegli anni (da Pier Vittorio Tondelli a Dario Bellezza), il saggio ci ricorda come la scrittura e l’arte siano state uno strumento vitale per esorcizzare la morte e restituire dignità ai corpi.
Un testo potente, coraggioso e privo di retorica, che ci obbliga a guardare in faccia le ombre del nostro passato per disinnescare i pregiudizi del presente. Vi aspettiamo al FRaC per dialogare dal vivo con l’autore e scoprire un’opera imperdibile, pensata per chi crede che la letteratura sia, prima di tutto, un inestimabile strumento di indagine sociale e umana.
L’ingresso è libero.
