Mostre passate

Rosaria Matarese:
La complessità dell’emozione

Dalla materia all’oggetto, al segno.

Data di esposizione: 21 Febbraio – 19 Aprile 2026
Location: Museo-FRaC Baronissi, Galleria dei Frati

Dal 21 Febbraio al 19 Aprile 2026, la Galleria dei Frati del Museo-FRaC ha ospitato un’importante mostra antologica dedicata a Rosaria Matarese, una delle protagoniste più incisive della scena artistica italiana. Capace, fin dagli anni Sessanta, di dialogare alla pari con gli artisti newyorkesi sui temi dell’assemblage e dell’accumulo propri della poetica dei novorealisti, Matarese (insignita nel 2025 del Premio Internazionale Bugatti-Segantini alla carriera) viene qui celebrata attraverso una sintesi del suo percorso creativo, con opere realizzate dai primi anni Sessanta fino al 2025.

La mostra segna un momento di passaggio fondamentale per l’istituzione, inaugurando la nuova direzione artistica.

Anna Petta, Sindaca di Baronissi, inquadra così l’evento all’interno della visione strategica dell’Amministrazione:

«La mostra di Rosaria Matarese coincide con l’apertura di una nuova direzione artistica ed espositiva del Museo FRaC Baronissi, sotto la guida del direttore Pasquale Ruocco. Il Polo espositivo della Galleria dei Frati si contraddistingue, da sempre, per la sua capacità di saper individuare, intercettare e promuovere i linguaggi della contemporaneità. […] Un Museo che sappia coinvolgere le giovani generazioni, le scuole, attraverso la cultura che diventa veicolo di emancipazione sociale e di interpretazione del presente, con lo sguardo rivolto al futuro, con grande attenzione alla formazione e alla didattica. Uno spazio aperto, dialogante, connesso. Un laboratorio creativo e di sperimentazione di contemporaneità, capace di ospitare voci artistiche che non si limitano a rappresentare il reale, ma lo mettono in discussione. Rosaria Matarese, con la sua opera intensa e necessaria, è la testimonial ideale di questo nuovo corso: un’artista che ha saputo attraversare i decenni mantenendo una voce autonoma e riconoscibile. Quello della Matarese è infatti un lavoro che ci parla del presente con una lucidità senza concedere sconti: dalla violenza di genere alla brutalità della guerra, dai traumi della storia contemporanea alla mercificazione del corpo. Le sue opere non sono solo testimonianza estetica, ma strumenti di pensiero critico che interrogano le contraddizioni della nostra società».

Pasquale Ruocco, Neodirettore del FRaC Baronissi, delinea le linee guida del suo mandato partendo proprio da questa esposizione:

«Questa mostra rappresenta per me l’inizio di un nuovo percorso alla guida del FRaC Baronissi. Inaugurare con Rosaria Matarese significa ripartire da una delle voci più autentiche e potenti dell’arte italiana. Un’artista che ha attraversato decenni di ricerca senza mai cedere alle mode, mantenendo una straordinaria coerenza poetica. Rosaria Matarese ha ritrovato nell’oggetto non un semplice materiale operativo, ma un interlocutore polemico, ironico e spesso dissacrante: manichini, bambole, frammenti lignei, ferri arrugginiti – i cascami insomma di un mondo in rovina – diventano nelle sue mani dispositivi di denuncia sociale. Un progetto che, seppur previsto a chiusura dell’anno appena passato, fa da prologo a quello che sarà il proseguio delle attività del FRaC: l’attenzione per quelle che sono state le vicende delle neoavanguardie in Campania, nel tentativo di riallacciarne i fili con il contesto nazionale; la riflessione sulle principali espressioni della scultura napoletana e l’attenzione all’esperienza dei giovani artisti con l’obiettivo di valorizzarne il lavoro in itinere. Ringrazio il professor Bignardi per l’importante eredità che lascia e per aver reso possibile questo progetto, che segna idealmente il passaggio di testimone e l’apertura di una nuova fase per il nostro museo, sempre più punto di riferimento per l’arte contemporanea nel territorio campano».

Nel testo introduttivo del catalogo, il curatore Prof. Massimo Bignardi analizza l’evoluzione stilistica e concettuale dell’artista:

«L’artista napoletana nelle opere realizzate in questi ultimi anni, ha dilatato lo sguardo sulla condizione della donna oggi: dall’oggettualismo della seconda metà degli anni sessanta, all’attenzione al segno con chiari spunti di una sensualità ‘organica’ è approdata a un dettato compositivo ove pone in evidenza le capacità narrative proprie del segno. Non mancano aggiornamenti del suo tendere a dare all’oggetto una nuova verve, in contrasto con il presente, con l’egemonia del digitale, delle immagini che assediano gli smartphone, costringendo con una forte accelerazione in quest’ultimo decennio a lasciare la dimensioni delle mani (home faber), per accogliere quella del dito, dell’indice (smart home, come lo definisce Byung-Chul Han) che traffica nell’emisfero dilatato della tastiera dello smartphone, ove a guidarlo è l’algoritmo. Contro una società che ci proietta verso le “non cose”, nuova realtà che si fa sempre più pressante, Rosaria riprende la mano, quale strumento di lavoro e di azione».

Nata a Napoli nel 1941, studia al Liceo Artistico e all’Accademia di Belle Arti della sua città, per poi insegnare all’Istituto d’Arte “F. Palizzi”. Inizia l’attività espositiva negli anni Sessanta e le sue prime mostre personali vengono allestite presso la Galleria 1+1 di Padova (1967) e la Galleria Carabaga di Genova (1968).

Ha fatto parte del gruppo “Linea Sud” con Persico, Luca, Bugli, Paladino, Morelli e i critici Stelio Maria Martini e Luciano Caruso.

Di lei Germano Beringheli scrisse:

È napoletana e quindi abbastanza caricata di quella filosofia di vita che ha sempre ridotto la realtà a realtà inscenata“.

Le sue opere sono conservate presso importanti istituzioni, tra cui il Museo del Novecento a Castel Sant’Elmo (Napoli), il Museo ARCA nel Complesso Monumentale di Santa Maria La Nova (Napoli), l’Istituto Nazionale dei tumori – Fondazione IRCCS (Milano), la Galleria d’Arte Moderna (Torino) e il Museo-FRaC Baronissi (Salerno).

Tra le principali mostre personali recenti si ricordano l’esposizione alla Casina Pompeiana di Napoli (2003); Matarese: la poesia dell’esistere presso la Galleria Riflessi a Villa Avellino di Pozzuoli (2005); Abu Ghraib e Sberleffi all’Institut Français de Naples Grenoble (2006); la doppia personale Fabio Donato – Rosaria Matarese alla Fondazione di Comunità del Centro Storico di Napoli (2012); Patartemide al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (2015); le ampie esposizioni dal titolo Antologica al PAN Palazzo delle Arti di Napoli (2016) e al Museo ARCOS di Benevento (2017), fino alla più recente Virgole d’artista-Rosaria Matarese, ospitata da Movimento Aperto a Napoli (2022).

Per quanto riguarda la presenza in rassegne e collettive di rilievo, spiccano le partecipazioni del 2011 alla Mostra patafisica per Esercizi di stile di Raymond Queneau a Benevento, a (S)oggetti contundenti a Brescia, a Cambia disco a Pallanza e a Lo stato dell’arte nell’ambito della 54a Biennale di Venezia (Padiglione Campania, Pontecagnano Faiano). Seguono, nel 2012, le presenze a Dodici contemporaneamente a Veroli e MattinArte al PAN di Napoli, e nel 2015 la partecipazione a Shake up in Accademia 1980-1990 all’Accademia di Belle Arti di Napoli. Del 2017 sono infine le presenze a Una vertigine soggettiva. Aspetti dell’arte a Napoli tra pittura e oggetto 1960-1967 presso il Museo-FRaC Baronissi, e alla Mostra del restauro dell’opera La casa del gioco presso la GAM di Torino.

Paolo Laudisa: Primarie Emotività

Il Colore Oltre la Forma al FRaC

Data esposizione: 18 Ottobre – 5 Novembre 2025
Location: Museo-FRaC Baronissi, Galleria dei Frati

Dal 18 ottobre al 5 novembre 2025, la suggestiva cornice della Galleria dei Frati del Museo-FRaC ha ospitato Primarie emotività, un’intensa mostra personale dedicata all’artista Paolo Laudisa. L’esposizione, inaugurata sabato 18 ottobre alle ore 18:30, è stata realizzata in stretta sinergia con il Museo ARCOS di Benevento e ha beneficiato del prezioso contributo della Regione Campania. Il percorso espositivo ha guidato i visitatori attraverso una selezione di poco più di venti dipinti, un condensato della prolifica produzione dell’artista nel corso degli ultimi due decenni.

Una Finestra sull’Arte Contemporanea e sul Territorio

L’evento ha rappresentato un tassello fondamentale per la proposta culturale autunnale del museo, offrendo una preziosa occasione di riflessione storica ed estetica. La Sindaca di Baronissi, Anna Petta, ha evidenziato il respiro culturale dell’iniziativa con queste parole:

“La mostra, dedicata alle opere di Paolo Laudisa, fornisce un ulteriore spunto per rileggere significative pagine della storia dell’arte contemporanea a partire dalla particolare stagione segnata dagli anni ottanta, dibattito nel quale l’artista s’immette come una presenza attiva sin dalle mostre di quel decennio […]. La sua è una vicenda culturale che ha saputo, nel tempo, coniugare il magistero dell’insegnamento con l’attività di studio e di ricerca, sia in pittura sia, in primis, nell’ambito dell’incisione. Con la personale dedicata a Paolo Laudisa, il Museo-FRaC Baronissi entra nel vivo della programmazione espositiva di questo autunno […].”

Il Colore come Vibrazione dell’Anima

Fin dagli esordi negli anni Ottanta, l’arte di Laudisa si è imposta come una profonda meditazione sul colore e sulla sua incredibile abilità di intercettare le emozioni e penetrare i meandri della psiche. Massimo Bignardi, Direttore artistico del Museo-FRaC e curatore della mostra, ha descritto magistralmente l’impatto visivo e spirituale di queste opere:

“Una proposta espositiva che attraversa, per punti gran parte dell’esperienza artistica di Laudisa, quasi interamente dedicata al colore, suo principale protagonista della sua pittura. […] L’impatto, ovvero l’ ‘impressione’ del colore sulla retina, effetto affidato al pigmento dato in polvere che rende impercettibile la superfice, fa emergere una luce che avvolge, senza creare ombre. Una luce interiore amplificata dal ricorso a tele di grandi dimensioni, alle quali ricorre l’artista sin dagli anni ottanta.”

Attraverso queste grandi superfici, il processo di coinvolgimento visivo ed emotivo subisce un’accelerazione: il colore scavalca i confini tradizionali del telaio rettangolare, inondando lo spazio circostante e risvegliando nello spettatore quelle che l’artista stesso definisce le sue vere e proprie “primarie emotività”.

L’Artista: Un Respiro Internazionale

Nato a Bari nel 1951 e operante a Roma, Paolo Laudisa vanta una carriera di grande prestigio globale. Nel corso degli anni ha esposto in luoghi simbolo della cultura mondiale, da New York a Pechino, passando per Smirne, Belgrado e la prestigiosa Biennale di Venezia.

Oltre alla pratica pittorica, riveste ruoli accademici di primissimo piano in Oriente: è Visiting Professor alla prestigiosa CAFA (Central Academy of Fine Art) di Pechino dal 2018 e, dal 2020, ricopre la carica di vice Decano dell’International Printmaking Institute dello IAPA, sempre nella capitale cinese.

Overline’s Stories

L’Evoluzione della Street Art e della Cultura Hip Hop a Baronissi

Data esposizione: 16 Luglio – 7 Settembre 2025
Location: Museo-FRaC Baronissi, Galleria dei Frati

Dal 16 luglio al 7 settembre 2025, la Galleria dei Frati del Museo-FRaC ha ospitato Overline’s Stories, un affascinante racconto visivo dedicato a uno degli appuntamenti più longevi e significativi del panorama italiano della street art e della cultura hip hop.

Inaugurata mercoledì 16 luglio alle ore 18:30, l’esposizione ha offerto al pubblico un viaggio immersivo attraverso materiali di archivio, fotografie, disegni, appunti e manifesti che hanno ripercorso la storica evoluzione di Overline Jam Baronissi. La mostra è stata promossa direttamente da Overline Jam, realizzata in stretta collaborazione con il Museo-FRaC Baronissi e ha goduto del prezioso sostegno dell’Amministrazione Comunale.

Il Valore della Memoria e della Condivisione Urbana

L’evento ha rappresentato molto più di una semplice esposizione, configurandosi come un momento di riflessione sull’impatto dell’arte urbana nel tessuto sociale. A testimoniarlo sono state le voci delle figure chiave che hanno reso possibile il progetto, la sindaca Anna Petta afferma:

“Con la mostra dedicata a Overline Jam Baronissi il Museo-FRaC torna, dopo le esposizioni Urban Writing e Urbs Picta, con immagini di Antonio Caporaso e Jacopo Naddeo, a dedicarsi alla street art guardando come l’arte urbana possa diventare strumento di coesione sociale, crescita culturale e valorizzazione del nostro territorio.”

L’intento documentaristico e artistico è stato curato nei minimi dettagli da Pasquale Ruocco, che ha coordinato il progetto espositivo insieme ad Andrea Landi e Michelangelo Quaranta. Ruocco ha descritto così l’anima della mostra:

“Overline’s Stories è un atto di memoria viva. Non è solo un archivio di immagini o di muri dipinti, ma un racconto collettivo che parla di libertà, di spazio condiviso e di identità urbana. Vogliamo restituire al pubblico non solo la storia di un festival, ma lo spirito di una comunità che ha scelto di trasformare la città, in particolare quella di Baronissi, in una tela aperta, anno dopo anno. […] Overline’s Stories è anche una promessa: custodire ciò che è stato per continuare a immaginare ciò che sarà. Perché ogni muro dipinto è un messaggio che parla al presente, ma sogna sempre un futuro.”

Un entusiasmo condiviso anche dai membri dell’Associazione Overline, che hanno sottolineato l’importanza delle collaborazioni nate attorno al progetto:

“Un’occasione preziosa per la quale ringraziamo il Comune di Baronissi e il Museo-FRaC. È un momento per raccontarci, riflettere su quanto costruito finora e immaginare il futuro grazie a queste nuove sinergie.”

La mostra ha ribadito il ruolo centrale del museo come polo attrattivo per i linguaggi contemporanei, un concetto fortemente sostenuto dall’ex Direttore Massimo Bignardi:

“Il Museo – FRaC nasce come spazio aperto, laboratorio di idee, ponte tra linguaggi artistici diversi. Con Overline’s Stories ribadiamo la vocazione del museo come luogo in cui la memoria incontra il presente e si proietta nel futuro. Ospitare la storia di Overline Jam significa dare voce a un fenomeno culturale che ha saputo trasformare Baronissi in un punto di riferimento per la street art e la creatività urbana. Crediamo fermamente che il FRaC debba continuare a essere un motore di connessioni: tra artisti, comunità locali e pubblico.”

Gli Artisti in Mostra

L’allestimento ha permesso ai visitatori di ammirare da vicino una selezione esclusiva di schizzi e disegni realizzati da artisti di fama internazionale che hanno lasciato il segno sui muri di Baronissi. Tra i protagonisti esposti:

  • Gent
  • Loste
  • Asker
  • Per
  • Can2
  • Sera
  • Arsek & Erase
  • Scaf
  • Chas
  • Senso
  • Valer
  • Azrmar
  • Dado
  • Nash
  • Sapo

Dedalo:
Nuove Prospettive
dell’Architettura

Immaginare lo Spazio al FRaC

Data esposizione: 12 Settembre – 5 Ottobre 2025
Location: Museo-FRaC Baronissi, Galleria dei Frati

Dal 12 settembre al 5 ottobre 2025, la Galleria dei Frati del Museo-FRaC ha ospitato la suggestiva mostra Dedalo. Nuove prospettive dell’architettura. Inaugurata venerdì 12 settembre, l’esposizione è stata un progetto accuratamente curato da Claudio Bozzaotra e Pasquale Ruocco.

Ispirandosi al celebre mito di Dedalo—artefice del labirinto di Creta e archetipo universale del costruttore e del progettista—la mostra ha celebrato l’architettura nella sua essenza più profonda: la capacità di immaginare lo spazio, fondendo sapienza tecnica e una dirompente visione creativa.

Il Ruolo del Museo e lo Spazio Condiviso

L’esposizione si è inserita perfettamente nel solco dell’impegno culturale del museo, come ha sottolineato con orgoglio la Sindaca di Baronissi, Anna Petta:

“È un’ulteriore conferma del lavoro di ricerca e di promozione, in tutti i campi della creatività artistica, che da oltre due decenni il Museo-FRaC Baronissi porta avanti, affermandosi quale spazio d’incontro e riflessione sulla contemporaneità. Una mostra sollecitata dall’instancabile attività del prof. Massimo Bignardi, direttore del museo, che nasce dalla volontà di esplorare le tendenze dell’architettura contemporanea in Campania e in altri ambiti, tessendo un dialogo tra alcuni protagonisti della nuova scena dell’architettura. Un percorso che attraversa la dimensione intima dell’idea e si apre a una riflessione più ampia sul nostro modo di abitare, costruire, vivere lo spazio comune.”

Il Direttore artistico, Massimo Bignardi, ha evidenziato la natura speculativa e filosofica del percorso espositivo:

“Non è un percorso scandito da progetti di architetture realizzate, bensì un’articolata sequenza di ipotesi che dichiarano la necessità, da parte dei curatori, di tessere correlazione con i linguaggi dell’arte contemporanea. Correlazione in quanto è un reciproco rapporto tra l’ipotesi di uno spazio utopico, immaginativo proprio della creatività contemporanea e il progetto dell’architettura quale espressione di un nuovo spazio della vita. […] In sostanza sono riflessioni che traducono il tendere del progetto verso una visione dello spazio, ove meglio coniugare l’individuo e il comune.”

Generazioni a Confronto: Tra Modelli e Schizzi

Il curatore Claudio Bozzaotra ha illustrato il cuore metodologico della mostra, concepita per indagare il processo creativo:

“Un’esplorazione, per quanto incompleta, di tendenze e percorsi dell’architettura contemporanea, presentando alcune esperienze di architetti della nuova generazione. […] Una mostra che trova ulteriore caratterizzazione nel vedere gli architetti presenti con un plastico di una loro opera, realizzata o meno, e dei disegni, schizzi, annotazioni mentali. […] Il disegno, difatti, risulta il mezzo linguistico che offre le possibilità di verificare il nascere di un’ideazione, il germinare stesso della forma.”

I protagonisti che hanno animato questa indagine spaziale sono stati:

  • Orazio Carpenzano
  • Raffaele Cutillo
  • Felice Gualtieri
  • IodiceArchitetti
  • Antonella Mari
  • Giuseppe Piccolo
  • Massimiliano Rendina
  • Danilo Santoro
  • Klaus Schuwerk
Dal Disegno Tradizionale all’Algoritmo Computazionale

L’esposizione ha inoltre tracciato un ponte tra le metodologie del passato e le innovazioni del futuro. Il curatore Pasquale Ruocco ha posto l’accento su questa affascinante evoluzione tecnica:

“Un confronto serrato fra l’intelligenza complessa e sensibile della ricerca autoriale tradizionale, basata su metodologie artigianali, e le possibilità offerte dalle tecniche generative basate su prompt e algoritmi computazionali. Se da un lato il disegno manuale continua a custodire la dimensione più intima e relazionale del pensiero progettuale, dall’altro le tecnologie digitali aprono nuove modalità di visualizzazione e simulazione. E in questa tensione la mostra Dedalo trova la sua ragion d’essere, guardando al disegno non come reliquia, ma come strumento vivo, capace di rinnovarsi attraverso i media più diversi.”

Alessandro Savelli:
Vitalità dell’Astrazione

Il Rinnovato Lirismo al FRaC

Data esposizione: 10 Maggio – 8 Giugno 2025
Location: Museo-FRaC Baronissi, Galleria dei Frati

Dal 10 maggio all’8 giugno 2025, i suggestivi spazi della Galleria dei Frati del Museo-FRaC hanno fatto da cornice a Vitalità dell’astrazione, un’imperdibile mostra personale dedicata al Maestro Alessandro Savelli. Il progetto espositivo, curato dal Direttore del museo Massimo Bignardi, è stato promosso dal FRaC Baronissi in stretta collaborazione con la Fondazione Rossi. L’iniziativa si è inserita nel più ampio programma di valorizzazione dei musei e delle biblioteche finanziato dalla Regione Campania.

Al centro dell’esposizione, i visitatori hanno potuto ammirare grandi tele realizzate dall’artista nel corso dell’ultimo decennio, opere che testimoniano una nuova e potente declinazione dell’astrazione, intrisa di una profonda carica emotiva e di un rinnovato lirismo.

Un Dialogo tra Istituzioni nel Segno dell’Arte

L’esposizione ha rappresentato non solo un omaggio a uno dei protagonisti dell’astrazione lirica italiana, ma anche un importante momento di connessione culturale. La Sindaca di Baronissi, Anna Petta, ha espresso così il suo entusiasmo nel catalogo ufficiale (edito da Gutenberg Edizioni):

“Sono particolarmente lieta di presentare la mostra dedicata ai dipinti del Maestro Alessandro Savelli, un artista tra i protagonisti dell’astrazione lirica italiana. […] Sono lieta per un duplice motivo: da un lato consolidiamo una prassi di rapporto con altre istituzioni italiane che guardano con attenzione agli sviluppi dell’arte contemporanea, nel nostro caso la Fondazione Rossi e la Libera Accademia di Pittura di Nova Milanese, insistendo su una prospettiva che apre ad un campo di ricerca nazionale. Dall’altro la consapevolezza di essere ancora – il Museo-FRaC Baronissi lo è da oltre vent’anni – sulla giusta strada che pone a confronto realtà diverse, testimoniando, di fatto, lo spirito che anima dal suo nascere il Fondo Regionale d’Arte Contemporanea Baronissi.”

La Pittura come Stato di Confessione

Il percorso creativo di Savelli affonda le radici in una concezione intima e quasi spirituale dell’atto pittorico. Il curatore e Direttore del FRaC, Massimo Bignardi, ha analizzato la poetica dell’artista tracciandone l’evoluzione emotiva:

“La pittura come stato di confessione, intima, profonda ove è l’emozione a farsi interprete di momenti di pienezza, […] è al centro dell’esperienza creativa di Alessandro Savelli. […] Ne risulta una traccia espositiva che pone in evidenza la capacità dell’artista di affinare il testo pittorico, cioè di rendere l’emozione attraverso l’uso di colore nebulizzato, di trasparenti schermi costruiti con minimi scarti di toni dello stesso colore, com’è in ‘Dall’alto’, una grande tela del 2019, ma anche in ‘Te che t’vid V’, del 2021.”

Bignardi ha inoltre evidenziato come l’artista, pur attraversando stagioni artistiche complesse dominate dall’arte concettuale e povera, non abbia mai smesso di concepire la pittura come un’emozione densa di verità: “la disperata passione di essere nel mondo”, per usare le parole di Pasolini.

L’Artista: Un Respiro Internazionale

Nato a Milano nel 1955, Alessandro Savelli vanta una carriera straordinaria. Dopo aver conseguito il diploma presso il Liceo Artistico di Brera e la laurea in Architettura al Politecnico di Milano, ha intrapreso una lunga e prestigiosa carriera in ambito accademico. Nel corso degli anni ha affiancato alla propria produzione creativa un costante impegno istituzionale, distinguendosi sia nell’insegnamento che nella direzione di istituti d’arte di assoluto rilievo. La sua intensa attività di artista vanta oltre settanta mostre personali all’attivo.

Le sue opere hanno ampiamente varcato i confini nazionali, ottenendo un profondo riscontro su scala globale: oggi sono esposte e conservate all’interno di prestigiose collezioni in tutto il mondo, dalla Svizzera al Giappone, passando per Stati Uniti, Messico, Corea del Sud e Qatar.

Mario Persico:
Il Segno

Disegni e Tempere 1949-1983 al FRaC

Data esposizione: 6 Dicembre 2025 – 18 Gennaio 2026
Location: Museo-FRaC Baronissi, Galleria dei Frati

Dal 6 dicembre 2025 al 18 gennaio 2026, la Galleria dei Frati del Museo-FRaC ha ospitato la suggestiva mostra Mario Persico, il segno. L’esposizione ha proposto al pubblico un affascinante nucleo di trentacinque opere, tra cui disegni e tempere in gran parte inediti, realizzati dall’artista in un arco temporale che va dal 1949, ovvero dagli anni del liceo, fino al 1983.

Progettata e curata da Massimo Bignardi, direttore del FRaC, con la collaborazione di Pasquale Ruocco e Antonio Raucci, la mostra è stata inserita nel programma di Promozione e Valorizzazione di Musei e Biblioteche finanziato dalla Regione Campania per il 2025. Le opere, provenienti dagli eredi Persico e da collezioni private, si sono articolate nei tre spazi della galleria. Il percorso visivo ha attraversato i primi anni di corso all’Accademia di Belle Arti di Napoli, il fervido periodo di adesione al Movimento dell’Arte Nucleare (dal 1956 al 1960 circa) e gli anni Settanta, per chiudersi in bellezza con un grande pastello del 1983 tratto dal ciclo “d’après Courbet”.

Celebrare un Maestro delle Neoavanguardie

L’iniziativa ha rappresentato un momento di grande prestigio culturale per il museo e per l’intera comunità. La Sindaca di Baronissi, Anna Petta, ha sottolineato il valore storico dell’evento con queste parole:

“Con la mostra dedicata ai disegni e alle gouaches del Maestro Mario Persico, il Museo-FRaC Baronissi celebra uno dei grandi artisti, artefice delle neoavanguardie napoletane degli anni cinquanta e sessanta, affermatosi sulla scena internazionale. Per noi è un grande onore e un privilegio esporre queste opere inedite e, quindi, di notevole valore sul piano del contributo storico-critico che questa mostra offre sia al pubblico degli studiosi, sia a quello che da anni ci segue. Sarà l’occasione per ammirare una pagina significativa della storia artistica della nostra, ma anche scambiarci gli auguri di un felice Natale e di buon 2026, che sia all’insegna della Pace.”

L’Ironia e il “Riso Patafisico”

Il Direttore artistico Massimo Bignardi ha offerto un’illuminante chiave di lettura dell’opera grafica dell’artista, analizzando il connubio tra memoria, creatività e caustica ironia nel saggio pubblicato per il catalogo (Gutenberg Edizioni):

“Nelle opere grafiche di Mario Persico, nei disegni in particolare, il passato è rivivificato in un presente creativo, come lui stesso aveva ricordato in un testo del 1981. Lo ha fatto sia attenuando l’incidenza del simbolico che cifra i praticabili degli anni sessanta, sia sollecitando maggiormente l’ironia che serpeggia in questi fogli. Non è, però, l’ironia che disegna sulle labbra il sorriso, bensì il suo riso patafisico causticamente pronto ad interrogare la mente, proponendosi ad essa, argomentava Daumal, quale unica espressione umana dell’identità dei contrari. Della stessa natura della sua pittura o meglio in perfetta sincronia è la sua scrittura, in chiave di segno/disegno, resasi pienamente visiva nel grande praticabile che è il foglio del Patapart: con fronte e retro che si scambiano continuamente, ove la scrittura e l’immagine trovano una loro reciproca continuità.”

L’Artista: Tra Arte Nucleare e Sperimentazione Patafisica

Nato a Napoli nel 1930 e scomparso nella sua casa al Vomero nel marzo del 2022, Mario Persico è stato una figura centrale nell’arte italiana. A partire dalla metà degli anni Cinquanta ha aderito al Movimento dell’Arte Nucleare e, nel 1958, ha fondato con altri artisti il Gruppo 58. A partire dagli anni Sessanta, la sua ricerca si è spinta oltre la bidimensionalità attraverso la creazione di opere “praticabili” a composizione mobile.

Nel corso di tutta la sua vita, l’artista ha coltivato una profonda fascinazione per le teorie patafisiche e l’insegnamento di Alfred Jarry. Nel 2025, a conferma della sua indiscutibile rilevanza storica, parte del suo prezioso archivio e delle sue opere sono state acquisite dall’Archivio del ‘900 del MART di Rovereto.

Suite Andalusa

Oltre gli Stereotipi con Paola Setaro e Marco Rinaldi

Data esposizione: 26 Giugno – 13 Luglio 2025
Location: Museo-FRaC Baronissi, Galleria dei Frati

Dal 26 giugno al 13 luglio 2025, la Galleria dei Frati del Museo-FRaC ha ospitato Suite Andalusa, un affascinante progetto espositivo e fotografico firmato da Paola Setaro e Marco Rinaldi. Inaugurata giovedì 26 giugno, la mostra ha offerto al pubblico un racconto visivo intimo e sorprendente, articolato attraverso trentacinque fotografie scattate dai due artisti nel 2022.

Il percorso espositivo ha narrato un viaggio che si snoda da Cordova a Siviglia, fino a lambire le paludi del Guadalquivir. Come hanno sottolineato gli stessi autori, l’obiettivo è stato quello di mostrare i tratti di “una regione, l’Andalusia, fuori dagli stereotipi, catturata in dettagli architettonici insignificanti o porzioni di paesaggi sterminati fatti di improvvise accensioni cromatiche…”.

Un Focus sulla Fotografia Contemporanea

L’evento ha confermato l’impegno del FRaC nell’esplorazione dei linguaggi visivi odierni. La Sindaca di Baronissi, Anna Petta, ha inquadrato la mostra all’interno di una visione culturale più ampia:

“Con la mostra delle opere fotografiche di Paola Setaro e Marco Rinaldi il Museo-FRaC torna a riflettere sulla nuova scena della fotografia italiana contemporanea, proponendo una significativa esposizione che si collega alla rassegna FOTOGRAFIA 23/24. Una rassegna, come testimoniato da questa mostra, che ha posto un attento sguardo sulle nuove prospettive dei linguaggi, soprattutto nell’ambito della fotografia, oggi interprete di una significativa stagione creativa.”

Il Viaggio come Esperienza Estetica ed Emotiva

Ad accompagnare la mostra, la presentazione dell’omonimo photobook Suite Andalusa (edito da Seipersei, 2023), arricchito dal testo critico di Silvia Bordini. L’autrice ha colto con precisione la chiave di lettura del progetto:

“Marco Rinaldi e Paola Setaro si sono accostati a questo tipo di medium con una loro specifica chiave di lettura strettamente legata ai temi del viaggio, mettendo a fuoco un itinerario modulato sulle emozioni che possono provenire dal paesaggio inteso come esperienza estetica. Perché ci sono cose che non si dicono e non si raccontano, se non per immagini. Il viaggio di Suite Andalusa attraversa una dimensione senza tempo in cui l’identità dei luoghi non proviene da connotazioni geografiche, storiche e monumentali ma da percezioni che rimangono incise nella fotografia come la sensazione di un ricordo. Non vedute folgoranti e pittoresche […] e poi d’improvviso la distesa livida e lucente dell’acqua del fiume Guadalquivir, densa come se fosse di metallo liquido.”

Una suggestione condivisa anche dal Direttore del Museo-FRaC, Massimo Bignardi, che ha curato la presentazione del volume insieme a Pasquale Ruocco:

“Sfogliando pagina dopo pagina questo photobook, ripercorro la traccia di quel viaggio che da Siviglia ci portò a Cordova: uliveti, campi arati, terra rossa, ocra, fumi neri di rami secchi bruciati, case isolate nel silenzio, in lontananza un gregge. […] Pensai a Garcia Lorca, a quanto scriveva dell’Andalusia: «Ciò che è ammirevole, ciò che è misterioso, ciò che è profondo nell’Andalusia va oltre quella farsa multicolore che i suoi abitanti mettono davanti agli occhi dei turisti». È questa l’Andalusia che Paola e Marco ci restituiscono, ovvero un sentire, una vita, un respiro antico.”

Gli Artisti dietro l’Obiettivo

Il connubio artistico tra Setaro e Rinaldi unisce solide basi accademiche a una spiccata sensibilità letteraria e visiva:

  • Paola Setaro: Dottore di ricerca in Storia dell’arte e borsista presso la Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura (Compagnia di San Paolo, Torino). Autrice di saggi sul Seicento e di opere letterarie come Non potevo metterci anche l’orizzonte (2019) e La giusta inclinazione: poemi e collages (2022). Finalista nel 2021 al “Premio Speciale Fotografia al Femminile di Roma Fotografia”.
  • Marco Rinaldi: Professore di Storia dell’Arte Contemporanea e Storia del Design all’Accademia di Belle Arti di Roma. Autore di monografie sull’arte del XX secolo e di racconti in antologie (tra cui Le parole asciutte e Il tempo ancora sospeso). Fotografo finalista al bando “People” di Roma Fotografia 2022.

Insieme formano un sodalizio consolidato, che ha già dato vita ai progetti editoriali e visivi Atlantique. Frammenti di un sentimento oceanico (2021), Suite Andalusa (2023) e il recente Honeymoon. In due sulla strada americana (2025).