Oltre alla Collezione Permanente, il cuore pulsante del Museo-FRaC Baronissi è costituito dai suoi Fondi: tre straordinari archivi monografici che custodiscono preziose opere grafiche, schizzi e acquerelli, testimoniando le tappe fondamentali dell’arte del Novecento.
Un patrimonio intimo e raro, articolato in tre nuclei principali:
- Fondo Barisani: Raccoglie la quasi totalità dell’opera grafica di uno dei massimi esponenti dell’arte italiana del secondo Novecento. Il fondo traccia l’intera evoluzione stilistica dell’artista, dalle geometrie del Movimento Arte Concreta (MAC) degli anni ’50, passando per il Neo-costruttivismo (1967-1982), fino all’eleganza dell’Astrazione organica (1983-1997).
- Fondo Guido Gambone: Un’acquisizione eccezionale (donata dal figlio Bruno nel 2006) che rappresenta una delle pagine più alte della storia artistica salernitana. Custodisce cinquanta opere tra disegni e acquerelli, datati tra il 1945 e il 1969, capaci di svelare il lato più intimo e progettuale del celebre ceramista.
- Fondo Peter Ruta: Una preziosa cartella di appunti visivi che documenta il legame dell’artista con il nostro Paese. Il fondo raccoglie venti disegni ad inchiostro di china e due gouaches, realizzati tra il 1947 e il 1963 durante i memorabili anni trascorsi da Ruta in Italia.
- Fondo Antonio Pesce: Un’importante collezione donata dallo stesso artista, che sintetizza sessant’anni di ininterrotta ricerca. Custodisce centodue opere grafiche, realizzate tra il 1955 e il 2001, che ripercorrono l’intera evoluzione espressiva dell’autore: dalle prime indagini figurative postcubiste fino alle complesse visioni spaziali della maturità, segnate da profonde riflessioni ecologiche.
- Fondo Luce Delhove: Un prezioso lascito dell’artista italo-belga che sintetizza oltre cinquant’anni di ricerca. Custodisce 170 opere tra dipinti, disegni e incisioni, realizzate dagli anni Settanta ad oggi. La raccolta esplora il suo intimo dialogo con la materia e la profonda riflessione sulla natura, tradotta visivamente attraverso la luce e la forza vibrante del segno.
Un archivio in continuo dialogo con il territorio, dove la memoria visiva diventa strumento di studio, ricerca e ispirazione per le nuove generazioni.
